Astrophytum | Guida completa alla coltivazione

Astrophytum | Guida completa alla coltivazione

Piante Grasse

Guida rapida

Nome: Astrophytum
Famiglia: Cactaceae

Conosciuta anche come:

cactus stella, cappello del vescovo

Genere di piccoli cactus a sezione stellata (5-10 costole) punteggiati di tricomi bianchi.
Crescono lentamente e in estate producono fiori gialli col centro aranciato; richiedono substrati molto drenanti, sole pieno e temperature sopra 10 °C.

Livello di difficoltà

Facile

Ciclo di vita

Perenne

Fabbisogno luce

Luce Diretta

Fabbisogno acqua

basso

Tossicità per gli animali

Tossicità per l'uomo

Astrophytum Main
Astrophytum

Guida dettagliata

Tutto quello che ti serve sapere per coltivare la tua pianta, passo dopo passo.

Copertina Astrophytum

Indice dei Contenuti

Esposizione e posizionamento

Dove mettere il tuo Astrophytum: luce piena senza scottature

L’Astrophytum ama la luce: più sole riceve, più resta compatto, fiorisce e mostra i caratteristici puntini bianchi “a zucchero a velo”.

Ma le esigenze cambiano secondo la specie.

  • A. capricorne & A. ornatum – Tollera il sole pieno: le spine lunghe fanno da parasole naturale.
    Inizia con 3 ore di sole mattutino e, in 10 giorni, porta gradualmente il vaso in pieno sole.
  • A. myriostigma – Ama il sole ma dietro un vetro a sud può “cuocere”: se compaiono macchie marroni, spostalo indietro di un palmo o filtra con una tenda bianca nelle ore di pranzo.
  • A. asterias – Preferisce luce intensa ma non violenta: 2 ore di sole all’alba o al tramonto e luce indiretta abbondante nel resto della giornata.
  • A. coahuilense – Si adatta a entrambe le situazioni purché ci sia movimento d’aria: in zone umide è meglio la brezza che l’esposizione estrema.

 

Segnali da osservare

  • Benessere → costole gonfie e larghe, puntini bianchi fitti, fusto compatto senza allungamenti.
  • Carenza di luce → verde scuro uniforme e costole che si allungano verso l’alto.
  • Eccesso di sole → chiazze color cuoio sul lato più esposto.

 

Trucchi che funzionano sempre

  • Gira il vaso di ¼ di giro ogni settimana: il cactus resterà simmetrico.
  • Offri aria leggera: finestra socchiusa o piccolo ventilatore per asciugare eventuali gocce e ridurre il calore.
  • Con la luce artificiale, usa una lampada LED a un palmo sopra la pianta per 12–14 ore al giorno.
    Se la mano proietta un’ombra netta sul cactus, la distanza è corretta.
Temperatura

La temperatura ideale per il tuo Astrophytum: proteggilo tutto l’anno

L’Astrophytum cresce bene tra 18 e 30 °C: sotto questi valori rallenta, sopra tende a raggrinzirsi.

Da maggio a settembre lascialo in un punto caldo e luminoso; se il termometro supera i 35 °C, sposta il vaso un palmo più indietro dal vetro o filtra la luce con una tenda bianca: abbassi la superficie di 3-4 °C e previeni le macchie da calore.

Da metà ottobre comincia il digiuno: sospendi l’acqua, mantieni luce intensa e sposta in locale luminoso con 10–12 °C.

Il freddo secco fa maturare i bocci, compatta le costole e riduce i parassiti.

Quando il fotoperiodo scende sotto le 11 h, entra spontaneamente in dormienza: niente acqua né concime.

 

Differenze tra specie

  • A. ornatum, A. capricorne → tollerano brevi –5 °C, ma solo con substrato asciutto.
  • A. myriostigma → sicuro fino a +7 °C; sotto rischia macchie.
  • A. asterias e tutte le plantule → da tenere sopra +5 °C, una sola notte gelida può distruggerle.

 

Segnali d’allarme

  • Tessuto molle o macchie acquose in inverno → troppo freddo + umidità, serve luogo più caldo e ventilato.
  • Costole vuote e raggrinzite a fine riposo → sete, ma non bagnare sotto i 10 °C: aspetta rialzo stabile, poi una sola annaffiatura leggera.

 

NB: Non farti ingannare dal primo tepore di marzo: la prima irrigazione abbondante va fatta solo quando le minime superano i 10 °C da almeno 7 giorni.

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Annaffiatura

Quanta acqua al tuo Astrophytum: guida all’idratazione

Il segreto per un Astrophytum sano è un terriccio quasi minerale.

 

Miscela ideale per specie

  • A. capricorne, A. ornatum → 80 % inerti (pomice e lapillo setacciati) + 20 % terriccio per cactus.
  • A. myriostigma, A. asterias, A. coahuilense → fino al 90 % inerti.

 

Adattamenti pratici

  • Zona umida → aggiungi zeolite fine per velocizzare l’asciugatura.
  • Clima temperato → bilancia pomice fine e lapillo medio.
  • Balcone rovente → preferisci pomice grossa e pietrisco: l’acqua scompare in poche ore, ma le radici restano ossigenate.

 

Il vaso deve drenare a vista: meglio basso e largo che profondo.

Quanto all’acqua, irriga solo quando il contenitore pesa circa la metà rispetto al giorno dell’annaffiatura: metodo molto più preciso di qualsiasi calendario.

 

  • Più sole o LED intensi = asciugatura rapida.
  • Meno luce = tempi più lunghi.

 

Versa sempre l’acqua lentamente finché scola, svuota subito il sottovaso e attendi che il substrato sia asciutto a 3 dita di profondità.

Meglio usare pioggia, osmosi o rubinetto decantato e leggermente acidificato (pH 6–7): l’acqua fredda di pozzo può spaccare l’epidermide, il calcare spegne i puntini bianchi.

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Umidità

Umidità per l’Astrophytum: aria secca ok, muffe ko

L’Astrophytum è un cactus da clima arido: vive bene con 30–45 % di umidità, valori tipici di un soggiorno riscaldato in inverno.

Tollera senza problemi anche punte del 20 %, mentre oltre il 60 % aumenta rapidamente il rischio di marciumi: la base diventa molle e compaiono macchie scure.

Evita bagni, terrari chiusi e sottovasi pieni d’acqua; niente nebulizzazioni di routine: per rimuovere la polvere basta un pennello asciutto.

Se abiti in zone costiere umide, metti il vaso su un davanzale assolato e apri la finestra dopo un temporale: luce e brezza asciugano rapidamente il colletto.

In estate, quando l’umidità supera il 50 %, spostalo all’aperto: il movimento d’aria previene funghi invisibili.

 

Segnali d’allarme

  • Costole gonfie e acquose
  • Epidermide traslucida
  • Odore acido dal substrato

Se compaiono, porta subito il cactus in un ambiente più secco e aumenta la ventilazione.

 

NB: più è asciutto, più il tuo “cappello del vescovo” mantiene la sua forma compatta e sana.

Concimazione

Nutrizione senza errori: come concimare l’Astrophytum

Per nutrire l’Astrophytum pensa a un “caffè leggero”: serve energia, non muscoli d’acqua.

Da marzo a settembre, ogni 6–8 settimane, somministra un fertilizzante liquido povero di azoto diluito a metà dose. Troppo azoto gonfia i tessuti, assottiglia le pareti cellulari e apre la strada a marciumi e parassiti.

Bagna prima con sola acqua per idratare le radici, poi distribuisci la soluzione diluita finché scola dai fori: così eviti bruciature saline.

Ricorda la regola luce-acqua: più sole diretto riceve, più rapidamente consuma fosforo e potassio → puoi restare sull’intervallo di 6 settimane; in luce filtrata riduci a ogni due mesi.

 

Segnali utili

  • Crescita lenta e colori spenti → carenza di nutrienti
  • Tessuti molli o screpolati → eccesso di concime

 

Da ottobre in poi sospendi del tutto: con freddo e asciutto il cactus entra in dormienza e l’eccesso di nutrienti si trasformerebbe in crepe e macchie nere.

Fioritura

Fioritura dell’Astrophytum: come farlo sbocciare ogni estate

L’Astrophytum regala corone di fiori giallo-limone da giugno a settembre, di solito dopo il terzo anno di vita.

Ogni bocciolo si apre in pieno sole e dura 2-3 giorni, ma una pianta ben coltivata offre ondate successive lungo tutta l’estate.

 

Per stimolare la fioritura occorre un ciclo preciso:

  • Riposo invernale → da novembre a febbraio, niente acqua, luce massima, temperatura fresca fra 10 e 12 °C.
  • Primavera → ricomincia ad annaffiare e sposta il vaso su un davanzale a sud: almeno 6 ore di luce diretta al giorno.
  • Nutrimento → concime povero di azoto ogni 6-8 settimane; substrato drenante con almeno 60 % di inerti.

Dopo la sfioritura elimina il tubo secco con una pinzetta e riprendi il regime di irrigazione normale: così eviti marciumi e incentivi nuovi boccioli più in basso.

 

Se non fiorisce controlla:

  • esposizione (luce insufficiente)
  • riposo invernale mancato
  • carenza di potassio
Rinvaso

Rinvaso dell’Astrophytum: trapianto, vaso e terriccio

Occorre rinvasare l’Astrophytum ogni 2-3 anni o prima se:

  • le radici spuntano dai fori di drenaggio,
  • il substrato è diventato duro e compatto,
  • la pianta dondola nel vaso.

Periodo ideale: marzo–aprile, quando il cactus si “risveglia” e cicatrizza in fretta.

 

Procedura passo passo

  1. Prepara un vaso forato, 2 cm più largo della pianta (non troppo profondo).
  2. Miscela un substrato drenante: 40 % terriccio per cactus + 30 % pomice fine + 30 % lapillo.
  3. Indossa guanti, avvolgi il fusto con carta e sfila delicatamente dal vecchio vaso.
  4. Scuoti il terriccio esausto ed elimina radici molli con forbici sterilizzate.
  5. Se hai potato radici, lascia asciugare il colletto 24 h.
  6. Versa un piccolo cono di miscela nel nuovo vaso, posiziona la pianta centrata e riempi i bordi senza comprimere troppo.

 

Dopo il rinvaso:

  • Non bagnare subito; tieni la pianta in luce filtrata per 7 giorni.
  • Dal giorno 8 riprendi le annaffiature regolari.
  • Dopo 4 settimane, somministra mezzo dosaggio di concime per cactus.

Così il tuo Astrophytum ripartirà compatto, sano e pronto a fiorire.

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Terricci

Il tuo cactus-stella vuole un substrato con pochissima torba, pH vicino a 6,5 e grana grossolana: così l’acqua scivola via in poche ore e le radici restano sempre ossigenate, proprio come fra le pietraie messicane.

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Granuli porosi e neutri ricreano il “ghiaione” naturale: assorbono solo l’umidità capillare utile, accumulano calore e impediscono che il colletto marcisca dopo un temporale estivo.

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Concimi

Un fertilizzante liquido povero di azoto e ricco di fosforo-potassio nutre senza gonfiare i tessuti: mezza dose ogni 6-8 settimane mantiene puntini bianchi compatti e spinge la fioritura senza crepe né marciumi.

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Oli vegetali e saponi morbidi soffocano cocciniglie e ragnetti senza intaccare l’epidermide; un velo di TNT scherma i raggi di mezzogiorno, evitando le antiestetiche macchie color cuoio.

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Moltiplicazione Piante

Un micro-clima caldo-umido fa spuntare i semi in pochi giorni; con i vasetti di torba si tiene il colletto asciutto e la polvere radicante accelera l’emissione di nuove radici su polloni e talee di salvataggio.

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Vasi e Sottovasi

Meglio bassi e larghi che profondi: la forma accompagna la crescita a rosetta dell’Astrophytum, i fori abbondanti garantiscono drenaggio istantaneo, la plastica anti-UV non si surriscalda né rilascia sali.

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  • Superficie opaca e resistente ai raggi UV
  • Adatto sia per ambienti interni che esterni
  • Dotato di fori sul fondo per il drenaggio dell’acqua
  • Particolarmente indicato per piante grasse e composizioni di cactacee

Accessori

Un gancio universale porta il vaso più vicino alla luce senza rubare spazio, i guanti permettono di lavorare fra le spine e di dosare trattamenti fogliari in modo delicato e mirato.

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  • Palmo in lattice antiscivolo e dorso in materiale elastico.
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  • Riducono il rischio di graffi accidentali e abrasioni della pelle.
  • Lavabile in lavatrice a 30°C.
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  • In plastica riciclabile ultraresistente.
  • Adatto a vasi rotondi e a ciotola fino a 50 cm di diametro.
  • Aggancio universale a bordo vaso.

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Astrophytum

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Caratteristiche della pianta

Colore delle foglie:

Verde

Verde

Colore dei fiori:

Arancione
Giallo

Durata delle fioriture:

Breve | 2-3 giorni per fiore

Rifiorente:

Si

Dimensioni in altezza:

< 30 cm

Dimensioni in larghezza:

< 30 cm

Portamento:

Globoso

Problemi e Soluzioni

Crescita filata

Questa immagine è stata generata con AI per aiutarti a visualizzare meglio ciò che viene descritto.

Segnali visibili – Costole che “tirano” verso l’alto formando un cono allungato, colore verdastro e macchioline bianche quasi scomparse.

Perché accade – Luce diretta insufficiente (meno di 4 h/giorno) oppure vetro schermato in inverno.

Cosa fare – Sposta il vaso a ridosso del vetro o appendilo direttamente alla ringhiera, riduci bagnature e concime: le nuove crescite torneranno compatte, la parte filata resterà inoffensiva.

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Costole molli e pieghe nella pelle

Questa immagine è stata generata con AI per aiutarti a visualizzare meglio ciò che viene descritto.

Segnali visibili – Fusto soffice, a volte odore acido

Perché accade – Troppa acqua in mix poco drenante o temperature alte con scarsa luce.

Cosa fare – Sospendi l’acqua tre settimane, ventila; se la base è molle taglia la parte sana, spolvera cannella, rinvasa in substrato 80-90 % minerale.

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Pomice

Marciume del colletto

Questa immagine è stata generata con AI per aiutarti a visualizzare meglio ciò che viene descritto.

Segnali visibili – Alone scuro alla base che avanza verso l’alto, tessuto acquoso, possibile muffa bianca.

Perché accade – Combinazione di freddo (< 8 °C) e umidità elevata, oppure terriccio organico troppo ricco.

Cosa fare – Taglia la parte sana a 1 cm sopra la zona malata con lama sterilizzata, spolvera fungicida o zolfo in polvere, lascia la “testa” all’aria per 5-7 giorni. Quando si forma un callo duro, appoggia su miscela sterile di pomice fine leggermente umida; radicherà in 4-6 settimane.

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Macchie brune o rugginose (scottatura solare)

Questa immagine è stata generata con AI per aiutarti a visualizzare meglio ciò che viene descritto.

Segnali visibili – Placche secche, color cuoio, sul lato esposto; non guariranno ma si cicatrizzano.

Perché accade – Passaggio brusco da interno a pieno sole, oppure ondata > 35 °C con vetro che amplifica.

Cosa fare – Filtra il sole con tenda chiara nelle ore calde o sposta il vaso 30 cm indietro dal vetro. Abitua gradualmente il cactus alla luce esterna in 10 giorni, aumentando un’ora di sole diretto al dì.

Spaccature epidermiche

Questa immagine è stata generata con AI per aiutarti a visualizzare meglio ciò che viene descritto.

Segnali visibili – Fessure verticali tra le costole, a volte brunastre.

Perché accade – “Doccia fredda” dopo lunga sete: la pianta assorbe acqua troppo in fretta e la pelle cede.

Cosa fare – Annaffia con un beccuccio lungo e sottile che rilascia un filo d’acqua costante: il substrato si bagna lentamente, la pianta assorbe senza shock e la pelle non si lacera formando crepe verticali.

Cocciniglia cotonosa

Che aspetto ha – Fiocchi bianchi cerosi fra le areole o intorno al colletto; se tocchi senti una sensazione di lanugine. Compare spesso in primavera, favorita da eccesso di azoto e poca luce.

Come agire – Isola subito la pianta. Rimuovi le colonie più grandi con un cotton-fioc imbevuto d’alcol al 70 %. Nebulizza poi un mix di olio di neem e sapone molle su tutta la superficie, insistendo nei punti nascosti; ripeti dopo 7 giorni e ancora dopo altri 7. Durante il ciclo di trattamento evita concimi ricchi e garantisci buona aerazione: la cocciniglia detesta gli sbalzi d’aria.

Ragnetto rosso

Che aspetto ha – Minuscoli puntini gialli o rugginosi che si moltiplicano; con lente da 10× vedi acari color ruggine e sottili ragnatele fra le costole. Scoppia d’estate con aria calda e secca.

Come agire – Al primo sospetto porta il cactus sotto un getto d’acqua tiepida per lavare via gli acari (scegli una mattina calda per asciugatura rapida). Dopo l’asciugatura vaporizza un’emulsione di olio di neem + sapone potassico; ripeti a 5 e 10 giorni. Migliora la ventilazione estiva: una brezza leggera scoraggia il ragnetto più di qualsiasi prodotto.

Metodi di moltiplicazione

Distacco dei polloni

Metodo clonale veloce riservato a A. capricorne e, più raramente, A. ornatum: sfrutta i “cuccioli” che crescono alla base, permettendoti di ottenere un esemplare pronto in metà tempo rispetto alla semina e identico alla pianta madre.

 

Step by step:

  1. Scegli un pollone grande almeno ⅓ del fusto madre.
  2. Taglia con lama sterile, ruotando finché si stacca netto.
  3. Spolvera i tagli con zolfo / cannella e asciuga 48 h all’ombra ventilata.
  4. Appoggia il pollone su mix minerale 70 % inerti, senza interrarlo.
  5. Attendi 10 giorni a secco in luce filtrata.
  6. Innaffia leggero ogni 20-25 giorni quando compaiono le prime radici (≈ 2 settimane).

Talea d’apice

Questa immagine è stata generata con AI per aiutarti a visualizzare meglio ciò che viene descritto.

Tecnica di salvataggio universale: se la base marcisce, tagli la “testa”, la fai radicare su substrato minerale e conservi così la genetica della tua pianta preferita; richiede ambiente pulito e un po’ di pazienza, ma il tasso di successo è buono.

 

Step by step

  1. Taglia 2 cm sopra la parte sana con lama sterile.
  2. Callifica il taglio 5-7 giorni capovolto su carta finché la sezione è dura.
  3. Sistema l’apice su pomice pura appena umida in vaso basso.
  4. Mantieni 24-28 °C, luce intensa filtrata, aria ferma; niente acqua extra.
  5. Osserva: in 4-6 settimane spuntano radici bianche.
  6. Avvia micro-irrigazioni da sotto ogni 10 giorni; dopo 3-4 mesi rinvasa in mix normale e acclimatalo gradualmente al sole pieno.

Potatura

Come potare Astrophytum: quando vale la pena farlo

Questa immagine è stata generata con AI per aiutarti a visualizzare meglio ciò che viene descritto.

L’Astrophytum non richiede vere potature, ma alcuni interventi mirati ne mantengono salute ed estetica.

 

Regole generali di potatura del Astrophytum:

  • Dopo la fioritura: lascia appassire il tubo, poi quando è secco e cartaceo staccalo con una pinzetta ruotandolo delicatamente.
  • Se ha prodotto semi: attendi che il frutto secchi e si apra a stella, quindi rimuovilo e raccogli i semi.
  • Areole annerite o spine rotte: incidi solo il tessuto scuro con una lama sterile, fino a trovare verde sano; spolvera cannella in polvere come cicatrizzante.
  • Polloni indesiderati (es. in A. capricorne): tagliali alla base con bisturi sterile, poi lascia asciugare il taglio 48 h all’ombra prima di irrigare.

 

NB: Con questi piccoli gesti il tuo “cactus-stella” rimarrà compatto, privo di parti morte e concentrato sulla prossima fioritura.

Pulizia

Pulizia rapida del tuo Astrophytum: costole lucide e puntini brillanti

Questa immagine è stata generata con AI per aiutarti a visualizzare meglio ciò che viene descritto.

Rimuovere regolarmente la polvere dai fusti mette in risalto i puntini bianchi, migliora la fotosintesi e tiene lontani i parassiti.

 

Regole generali di pulizia del Astrophytum:

  • Frequenza: ogni 3–4 settimane.
  • Metodo base: sposta il vaso vicino al lavello, vaporizza acqua tiepida e tampona subito con un panno in microfibra morbidissimo, dall’alto verso il colletto.
  • Spine fitte: usa un pennello da trucco a setole soffici per raggiungere gli spazi tra le spine.
  • Dettagli da non trascurare: passa anche sotto il cactus, dove si accumula la polvere più fine.
  • Errori da evitare: niente alcol, detergenti lucidanti o carta da cucina: graffiano e ostruiscono i pori.
  • Se restano macchie d’acqua: asciuga in pochi minuti con aria leggera di un ventilatore.

 

NB: Una pulizia regolare mantiene l’Astrophytum sano, compatto e pronto a fiorire.

Varietà più ricercate

Astrophytum myriostigma

Cactus messicano senza spine, corpo a cinque costole regolari cosparso di puntini bianchi e fiori gialli con centro arancio in estate.

 

Facilità di coltivazione:
Facile

Reperibilità:
Molto comune nei garden

Segni particolari:
Forma “cappello del vescovo”, assenza totale di spine

Astrophytum asterias

Disco verde-grigio a otto costole, quasi privo di spine, dall’aspetto di riccio di mare fossile; fiorisce più volte l’anno con grandi corolle gialle.

Facilità di coltivazione:
Medio-facile

Reperibilità:
Moderata (presso collezionisti e fiere)

Segni particolari:
Corpo piatto, fioriture ripetute

Astrophytum capricorne

Sfera verde scura ornata da lunghe spine ricurve “a corna di capra”, crescita rapida, tollera pieno sole e produce fiori gialli con gola rossa.

 

Facilità di coltivazione:
Facile

Reperibilità:
Comune

Segni particolari:
Spine a spirale, sviluppo più veloce delle altre specie

Astrophytum ornatum

Colonna verde-oliva alta fino a mezzo metro, protetta da spine robuste giallo-brune e attraversata da bande diagonali di tricomi bianchi; lenta ma resistente.

Facilità di coltivazione:
Medio-difficile

Reperibilità:
Limitata

Segni particolari:
Disegno zebrato bianco, dimensioni maggiori in età adulta

Curiosità

Lo sapevi che l’ Astrophytum…

  • I puntini bianchi dell’Astrophytum non sono polvere ma minuscoli tricomi che riflettono la luce solare e abbassano la temperatura interna fino a 4 °C, diventando un vero schermo solare incorporato?

 

  • Un adulto impiega fino a quindici anni per raggiungere il diametro di una pallina da tennis, crescendo pochi millimetri l’anno, mentre in semenzaio realizza il 70 % di quell’aumento già nei primi dodici mesi?

 

  • Che I fiori, profumati di miele, si aprono solo quando la luce supera le 20 000 lux e si richiudono al tramonto, così le api li scorgono come piccole “lune” gialle tra le rocce?

 

  • In natura alcune popolazioni di Astrophytum asterias si mimetizzano fra i ciottoli calcarei grazie al disegno a rosette bianche, e i botanici le scovano più facilmente di notte servendosi di torce UV?

 

  • Il nome Astrophytum significa “pianta stella” in greco e fu coniato nel 1845 quando un giovane tassonomo, osservando la sezione a spicchi pentagonali, la paragonò a un minuscolo firmamento vegetale?

 

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